Escursione in Rosa * 22 ottobre 2013 *

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A scuola con il CAI                                                                                a cura di Francesca Di Gasbarro

Da sempre la figura della donna è stata sottomessa o considerata inferiore all’uomo. Solo oggi, però, grazie ai mezzi di comunicazione, legati alla globalizzazione, la violenza sulle donne è molto più conosciuta e diffusa, infatti basta accendere la televisione per sentire notizie su donne uccise o sfruttate. La Scuola Secondaria di I grado dell’I.O. di Amatrice, fortunatamente, ha iniziato un progetto, che coinvolge tutte le classi, con l’obiettivo di sensibilizzare i giovani sulle sempre più frequenti violenze sulle donne e sul fatto che non sono esseri inferiori né oggetti.

A tale proposito la sezione CAI di Amatrice ha proposto una “Escursione in rosa” fino al Santuario dell’Eremo della Croce, da cui si può osservare un panorama incantevole. Così il 22 ottobre 2013 siamo partiti. Quel giorno tutti indossavamo un accessorio rosa, per simboleggiare appunto la donna e, nonostante sembrasse un po’ strano, anche i maschi lo portavano. Inoltre, sono state create delle piccole bandane rosa con la scritta “stop”, ovvero stop alle violenze.
Percorrendo il corso, siamo arrivati fin dietro l’ospedale ed abbiamo imboccato una stradina che porta fino alla chiesetta. Man mano che avanzavamo, il sentiero si faceva sempre più stretto e, attraversato il fiume Castellano, sembrava di stare immersi in un mondo incantato. Gli alberi, che delimitavano il sentiero su entrambi i lati, erano di un color rossastro, ma non del tutto, infatti ancora non era autunno inoltrato. La terra era ricoperta da un tappeto di foglie, che ad ogni passo scricchiolavano come le castagne sulla brace, e da mucchi di sassi accatastati qua e là.
Dopo circa un’oretta di cammino siamo arrivati fino in cima. Il paesaggio era mozzafiato e il tempo veramente favoloso; il cielo era di un azzurro intensissimo e non volava un alito di vento, così il paesaggio si poteva osservare benissimo; infatti si distinguevano molto chiaramente il corso di Amatrice, la scuola, l’istituto Don Minozzi e, naturalmente, la Torre Civica, che spiccava tra tutte le altre case come un edificio di vedetta che controllava tutta la città. Si vedevano molto chiaramente anche i Monti della Laga; non mi erano mai sembrati belli come quel giorno, tutti gli alberi presenti non erano più verdi, ma ognuno di un colore diverso: giallo, rosso, marrone…quasi come la tavolozza di un pittore alle prese con colori autunnali.
Dopo una breve pausa per la merenda, abbiamo fatto un giro per una frazione, chiamata Colli, fino a tornare al Santuario della Croce, dove abbiamo pranzato.
Subito dopo abbiamo iniziato il laboratorio che, secondo me, è stato la parte più interessante di tutta la giornata. Innanzitutto gli operatori del CAI ci hanno spiegato come orientarci sulla mappa e come usare la bussola, poi come chiamare il Soccorso Alpino in caso di pericolo ed infine ci hanno fatto conoscere vari tipi di piante presenti, alcune altamente velenose, altre addirittura commestibili.
A fine giornata ci siamo incamminati verso la scuola; eravamo tutti più uniti e felici, più consapevoli delle nostre azioni e soprattutto più informati sugli effetti di ogni forma di violenza, sia verso l’ambiente che verso le persone. Abbiamo imparato, infatti, che non serve commettere violenze per sentirsi più forti e soddisfatti, ma bastano piccoli gesti per essere felici con sè stessi e con gli altri.

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