XVII FESTA di SAN MARTINO * 11 novembre 2012 *

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scaricate la locandina dell’escursione dell’Alpinismo Giovanile  Festa di San Martino 11-11-2012

Amatrice – Villa San Martino
“la montagna unisce”
Escursione inserita nel progetto CAI 150 – Salaria

DATA ESCURSIONE: Domenica 11 novembre 2012
San Martino, ore 13
Pranzo in allegria a cura della Sez. CAI di Amatrice.
RITROVO: Amatrice (m 950 slm), Piazza S. Agostino ore 8,30.
DISLIVELLO: 250 m
LUNGHEZZA: 3 km
DIFFICOLTA’ TECNICA: E
DURATA: A/R 2 ore, escluse le soste
ACCOMPAGNATORI: CATIA CLEMENTI-PAOLO PLINI-CARMINE DI
CROCE-ALESSANDRA CAPRIOTTI-EMIDIO FORLINI

Premessa
Per festeggiare i 150 anni del Club Alpino Italiano, dieci sezioni e sottosezioni CAI di Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria
– Amatrice, Antrodoco, Ascoli Piceno, L’Aquila, Leonessa (sottosez. Rieti), Monterotondo (sottosez. Tivoli), Rieti,
Roma, San Benedetto del Tronto e Spoleto – hanno definito il progetto denominato “CAI 150 Salaria – Quattro regioni
senza confini” mirato alla valorizzazione della fascia appenninica intorno all’antica via Salaria e al più longevo confine
di stato preunitario. L’avvio è previsto già nel 2012 con un programma di escursioni congiunte organizzate da ciascuna
sezione su percorsi paralleli e trasversali alla Salaria e la Sezione di Ascoli Piceno ha il compito di organizzare la prima
escursione. L’epilogo avverrà nel 2013 con la percorrenza di due grandi itinerari escursionistici dall’Adriatico al Tirreno
e da Spoleto a L’Aquila e con la presentazione della guida escursionistica della Salaria comprendente itinerari sia a
piedi che in mountain bike.

Attraverso il Principato dell’Amatrice, dalla Città alle Ville rurali, transitando per il Santuario
della Cona Passatora sino alla chiesetta di San Martino, lungo un antico percorso che dalla Via
Salaria portava alla Selva Grande e nell’Abruzzo Ultra
Per i numerosi motivi d’interesse naturalistico e storico connessi al territorio attraversato, il percorso Amatrice –
Villa San Martino è stato inserito dalla Sezione CAI di Amatrice (RI) nel programma di iniziative promosse per il
150° della fondazione del CAI (1863-2013). L’abbinamento della passeggiata con la Festa di San Martino,
momento d’incontro e socialità dal sapore dei tempi andati, trasformano l’appuntamento in un incontro tra
vecchi e nuovi amici nell’abbraccio autunnale della Laga.
Percorso Amatrice – San Martino lungo il Sentiero Italia SI 300. Un lato della griglia corrisponde a 1 km.
(stralcio della Carta dei Sentieri dei Monti della Laga, CAI – Provincia di Ascoli Piceno)

L’itinerario
Il percorso ha rappresentato sin dalla preistoria una delle principali direttrici di comunicazione del
Contado amatriciano, collegando Amatrice -e quindi la Salaria- con gli abitati posti ad occidente, la montagna
e poi, attraverso la Valle della Selva Grande, il versante teramano. Il tracciato, noto anche come il Sentiero dei
Ficorari, costituiva per i nostri nonni la mulattiera comunale per Teramo, ovvero l’autostrada per i mezzi
dell’epoca – uomini, pecore e muli – utilizzata per gli spostamenti e i commerci sino all’avvento dell’automobile.
Il percorso inizia dal campanile di S. Agostino, uscendo dall’antica Porta Carbonara che con il forte annesso
chiudeva verso oriente la città fortificata di Amatrice. Seguendo il margine del pianoro in sponda sinistra del F.
Tronto si giunge all’altezza di Villa San Cipriano. Il cambio di direzione verso sinistra e il restringimento del
percorso, qui la mulattiera ha mantenuto l’aspetto originario, segna l’inizio della discesa verso l’alveo del Tronto.
L’attraversamento a guado del fiume (quota 905 m circa) reso possibile dalla modesta profondità dell’acqua non
deve far dimenticare il regime torrentizio del fiume (basta guardare l’ampiezza della valle incisa) e gli
sbarramenti posti a monte che alla quota di 1350 m circa prelevano la totalità dei deflussi per alimentare il Lago
di Campotosto.
In sponda destra risaliamo il margine della ripa, con ancora visibile a tratti il vecchio selciato, quindi
proseguiamo in piano tra muretti in pietra. Dopo 1 km circa dal guado, giungiamo a un crocevia marcato dalla
presenza di una croce di ferro e dal monumentale albero di cerro dei D’Antoni. Seguendo lo stradello in destra
raggiungiamo in breve Retrosi (1001 m, fontana), frazione sorta nel Seicento a breve distanza dal preesistente
abitato di Castelluccio.
Alla sommità dell’abitato si prende il tracciato in ghiaia (circa 800 m da Retrosi), fiancheggiato da alberi, che
quasi in piano porta al Santuario dell’Icona Passatora (la Cona per i paesani e le carte, 1057 m; acqua). La
Chiesa è sorta attorno ad un’edicola votiva, già citata nel ‘200, posta all’incrocio tra 2 importanti antichi percorsi,uno dei quali corrisponde al nostro cammino. Proprio da questa posizione deriva la denominazione Icona Passatora. La struttura attuale deriva da una serie di importanti interventi architettonici attuati tra il ‘400 e il  ‘700. L’interno del Santuario interamente affrescato conserva uno splendido ciclo pittorico della fine del  Quattrocento.

La Cona Passatora
La Cona Passatora: Madonna con Bambino e S.Amico
Dal prato antistante la Chiesa si prosegue ora volgendo lo sguardo alla montagna sovrastante (Cima Lepri),
lungo il margine del terrazzo in destra del Fosso di San Martino. Dopo 500 m si incontra Ferrazza (m 1091,
fontana all’uscita del paese), Canton Trione (m 1100, rudere) e infine Villa San Martino (1,3 km dall’Icona). La
Chiesa è posta, poco a monte del paesino, al termine della strada asfaltata (m 1150 slm).
La struttura attuale è riferibile al ‘400 (come testimoniato dal portale), ma l’insediamento originario deve essere
molto più antico, come suggerito dai documenti d’archivio e dai nomi delle località circostanti. A cura della
Comunità locale negli ultimi anni sono stati condotti importanti interventi di restauro –tuttora in corso- per il
recupero di elementi architettonici e artistici della Chiesa (portale, affreschi, dipinti, arredi sacri).

Di fronte alla Chiesa è presente un punto
sosta del Parco Gran Sasso – Monti della
Laga (tavoli e fontana).
In un’antica stalla posta nel centro del paese
è allestita un’originale Mostra sulla vita dei
Pastori e dei Carbonari, visitabile su
richiesta (sig.ra Luciana Brunamonte: tel
333-4533008). Attrezzi, oggetti e abiti
originali ci riportano alla vita quotidiana sui
Monti della Laga relativa a un passato,
neanche troppo lontano.
La Chiesa di San Martino, come appariva prima dei restauri.
Chiesa di San Martino, Madonna con Bambino
La strada di San Martino per la montagna, non solo introduce da migliaia di anni ai percorsi sui Monti della
Laga, ma conduce a tante diverse “montagne” originate dalla Natura e plasmate dall’Uomo.
Per l’escursionista, rappresenta il percorso più diretto per raggiungere da Amatrice e dalle Piane il tratto della
catena più spettacolare comprendente le cime principali (sopra i 2400 m: Pizzo di Sevo, Cima Lepri, Pizzo di
Moscio, Monte Gorzano).

Per la pastorizia, motore dell’economia montana sino alla metà del Novecento, il tracciato consentiva di
raggiungere i pascoli più estesi e produttivi del versante occidentale della Laga. Il suo mantenimento ha
comportato, in varie epoche, importanti lavori. Ben descritti sono gli interventi svolti nel ‘700 e nell’ ’800, ma
l’importanza strategica del percorso è documentata addirittura dal ‘300, quando Amatrice espande la sua
influenza sul versante teramano, riconosciuta ufficialmente con il Trattato del 1297.
La grande Storia. Il territorio percorso era posto lungo la frontiera tra i domini del Regno delle Due Sicilie e lo
Stato Pontificio, individuatasi già alla metà del XII secolo con la formazione del Regno Normanno nell’Italia
meridionale. Si tratta del confine più longevo tra gli Stati pre-unitari italiani, e per la sua posizione ha assunto
spesso un ruolo decisivo nelle vicende del Regno delle Due Sicilie. Nascita e sviluppo di Amatrice seguono
direttamente le sue vicende. Per la sua posizione di frontiera la Città può amministrasi in forma autonoma come
libero Comune. Tale privilegio, mantenutosi sino alla prima metà del XVI sec. consente il raggiungimento di una
notevole floridezza economica e lo svolgimento di un ruolo politico di rilievo sia negli Abruzzi che nel limitrofo
Stato della Chiesa. Nel 1532 Amatrice viene tassata per 2133 “fuochi” pari a oltre 10.000 abitanti.
A partire dalla seconda metà del XVI sec., tuttavia, la grave situazione economica derivante dalla mutata
situazione politica e dalla crisi ambientale (“piccola età glaciale”, terremoti) comportano un netto peggioramento
delle condizioni di vita, con la frammentazione del territorio. Lontananza dai centri maggiori e asprezza dei
luoghi rendono la Strada della montagna uno scenario ideale per il brigantaggio, che ha lasciato, insieme ai
ricordi di Sciabolone, tracce concrete nei nomi dei luoghi e nelle iscrizioni sulle rocce più nascoste.
Chiesa di San Martino, Portale

Per orientarsi:
Alesi A., Calibani M., Palermi A. – Monti della Laga. Guida escursionistica. Soc. Editrice Ricerche, Ascoli Piceno.
CAI–Provincia di Ascoli Piceno – Monti della Laga, Carta dei Sentieri. Scala 1:25.000. Soc. Ed. Ricerche, Ascoli Piceno.
Massimi A. (1958) – Amatrice e le sue Ville. 185 pp. A.Aniballi, Amatrice. Ristampa 2001, Sook Mancini, Roma.

Informazioni utili
Equipaggiamento
L’abbigliamento deve essere coerente con la stagione autunnale inoltrata, nello zaino è bene riporre una giacca a
vento e una mantella o k-way. Sono indispensabili scarponcini o scarpe da trekking.
Acqua disponibile lungo il percorso e a San Martino.
Regole e consigli
Le escursioni propongono itinerari privi di specifiche difficoltà, ma adatti a coloro che sono abituati a fare esercizio
fisico. Attenersi sempre alle indicazioni fornite dagli accompagnatori, evitando di uscire dai sentieri.
Al momento della partenza, cercare di ridurre al minimo il numero delle auto necessarie per lo spostamento fino al
luogo di partenza dell’escursione.

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One thought on “XVII FESTA di SAN MARTINO * 11 novembre 2012 *”

  1. catia ha detto:

    Sembra incredibile ma sono passati 17 anni da quando,soltanto in 8 abbiamo festeggiato per la prima volta questa giornata. Da allora il CAI di Amatrice ha promosso numerose altre iniziative per diffondere l’amore, la conoscenza e la cultura per e della montagna, ma la Festa di San Martino resta il giorno più atteso con gioia da tutti. Molta è la fatica e l’impegno per organizzarla da parte del CAI e dell’instancabile Luciana ma la festa e la gioa di far rivivere questo angolo della nostra montagna ripaga di tutte le fatiche. Quest’anno abbiamo l’onore di ospitare le sezioni dell’italia centrale per festeggiare i 150 anni del CAI che può essere considerato il fratello minore, di appena 2 anni, dell’ITALIA unita. Un invito a tutti i soci a pertecipare e ad estendere l’invito a quante più persone possibili perchè oggi è sempre più vero ed attuale che la montagna unisce.
    Catia

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